Bio

La mia vita in chiave di basso

Luca Duke Lindemann Bio Abdas
Luca Duke Lindemann Bio Jesus Christ Superstar

La mia storia d’amore con la musica inizia molto tempo fa, esattamente nel settembre del 1985, quando scocca la scintilla e acquisto il mio primo strumento musicale con la convinzione di farne qualcosa di importante. Nonostante la mia iniziale passione per la batteria (nella prossima vita ce la farò ad impararla), la scelta cadde sul basso elettrico, strumento più vicino alla ritmica.
La curva d’apprendimento fu molto rapida. Passavo intere giornate, a discapito dello studio scolastico, a suonare il basso. In breve tempo acquisii una padronanza basica dello strumento tale da permettermi, dopo nemmeno 6 mesi, di fondare il mio primo gruppo Rock-Blues e cominciare a suonare nei locali. Il repertorio era per lo più fondato sui classici del blues-rock, da Eric Clapton agli Eagles, passando anche per i Police.
Avevo 17 anni, una band, le date nei locali dopo nemmeno un anno. Cosa potevo chiedere di più?
La musica da allora mi ha accompagnato sempre nella mia vita, passando attraverso vari generi e permettendomi di conoscere musicisti incredibili, carissimi amici, e anche locali o situazioni detestabili. Ancora oggi, nonostante non sia la mia principale professione, questa meravigliosa arte mi regala sempre grandissime soddisfazioni e, per come sono fatto io, il bello deve ancora venire!

Luca Duke Lindemann Bio Fun Key
08 Duke Music F-Connection Concerto Notte Bianca

Fresh Abdas (poi Abdas) | 1986-’89

Locandina Fresh Abdas

Il mio primo gruppo ufficiale. Composto da basso, batteria, chitarra/voce e tastiere, il repertorio pescava dai classici del rock e blues alla Clapton, Cream e West Coast.
Questa esperienza non durò a lungo, poiché io a breve mi avvicinai al jazz e alla fusion, però ci permise di farci le nostre prime esperienze live con delle belle soddisfazioni.
In questo gruppo incontrai poi il chitarrista che sarebbe diventato per lungo tempo mio compagno di viaggio nella musica, Francesco Boschetto.
Formazione:
Francesco Boschetto: chitarra e voce
Marco Fedi: tastiere
Luca Lindemann: basso elettrico
Marco Pellegrinotti: batteria

Il Mark II della band consistette in un cambio di rotta musicale, avvicinandoci al Prog-Rock in stile Pink Floyd e Genesis, band che ci influenzarono molto in termini di composizione musicale e anche cambio di tastierista (Alessandro Bernardinelli). I riferimenti alle sonorità di Animals nel brano “Fancy” o “Firth Of Fifth”, composto da me e Francesco, sono abbastanza chiari.

Agorà | 1989

Luca Duke Lindemann Bio Agora

Gli Agorà  furono la mia seconda esperienza in ambito Jazz. Lasciati gli Abdas, ero andato a far parte di un trio abbastanza atipico formato da pianoforte, violoncello e appunto basso elettrico. I brani erano per lo più scritti dal violoncellista. L’esperienza fu molto intrigante ma abbastanza difficile, poiché la formazione classica degli altri due ragazzi (più grandi di me e diplomati al conservatorio di Milano) si conciliava male con la mia estrazione più fusion e a breve i limiti di quella formazione vennero fuori, portando il trio allo scioglimento.
Quell’esperienza mi servì però a coinvolgere il mio amico Francesco Boschetto, chitarrista degli Abdas, in un nuovo progetto più fusion, con l’apporto di un percussionista di Tablas indiane, Giulio Patara. Il trio funzionava bene, i brani scritti da me e Francesco erano un mix tra standard, fusion, jazz. Ovviamente il genere non ci aiutò certo a trovare date e quindi l’idea si esaurì in breve tempo.

Black Chili | 1992-’96

Black Chili è sostanzialmente un progetto personale. Non avendo più una band fissa, in questo periodo, armato di registratore multitraccia e batteria elettronica, comincio a comporre musica e registrarla senza l’apporto di altri musicisti. Negli anni precedenti infatti avevo approfondito lo studio della chitarra elettrica. Il genere dei Black Chili era sostanzialmente un rock-blues con influenze West-Coast. Molti dei brani erano strumentali, non avendo mai avuto molto feeling con il cantato.

FunKey | 1997-’98

Luca Duke Lindemann Bio Fun Key

Con i FunKey inizia il mio periodo Funk Jazz, genere che poi è rimasto definitivamente il mio preferito e che ancora oggi suono, sia in versione strumentale che cantato. Anche questo gruppo è durato l’arco di 2 anni ma è stato per me molto importante perché con questa band è iniziato il mio sodalizio musicale con Gianluca DiNoia, attuale tastierista degli Headfunkers. Un sodalizio durato più di 20 anni e che ancora oggi resiste al tempo e alle avversità date da un genere ancora poco apprezzato in Italia. L’unica particolarità dei FunKey era la presenza di una ragazza al Sax Contralto.

The Chickenfunk | 1999-’02

The Chickenfunk
Gianluca DiNoia: tastiere

Luca “Duke” Lindemann: basso elettrico
Luciano Ferrari: chitarra elettrica
Michele Pacher: batteria
Andrea Failla: sax tenore

The Chickenfunk sono stati senz’altro il gruppo della svolta. Fino a quel momento le ultime band di cui avevo fatto parte, non erano completamente immerse nel genere Funk-Fusion, c’era sempre qualcosa che mancava per fare il passo decisivo. Con i Chickenfunk  io e Gianluca, il tastierista conosciuto nei FunKey, riusciamo a creare esattamente ciò che più desideravamo: una band che potesse ambire a suonare brani dei Weather Report e degli Herbie Hancock Headhunters. Proprio quel genere che tutt’oggi portiamo in giro con gli Headfunkers.

The Chickenfunk Not For Mass Amusement DemoDurante questo periodo, finalmente riusciamo a registrare, in presa diretta negli studi del Moon House di Milano, un demo (“Not For Mass Amusement”) contenente diversi brani, di buona fattura e qualità. Demo che ci ha permesso di poter suonare spesso nei locali.

The Headfunkers | 2003-in attività

The Headfunkers
Gianluca DiNoia: tastiere

Luca “Duke” Lindemann: basso elettrico
Andrea Maltese: batteria

Saverio Zinni: chitarra elettrica (2010)
Renzo Bellebono: chitarra elettrica (2012)
Marco Maietti: chitarra elettrica (2017)

The Headfunkers sono per me e Gianluca, la creatura perfetta ma ancora non del tutto risolta. Se i The Chickenfunk erano la band perfetta per quel genere di easy-funk-jazz, The Headfunkers sono la naturale evoluzione tecnica di quella band ma che non ha mai trovato l’ultimo elemento chiave per farle spiccare definitivamente il volo. Perché se è vero che con l’arrivo di Andrea Maltese alla batteria la band ha trovato il tassello mancante nella parte ritmica, manca ancora un elemento della sezione armonica che possa supportare il grande lavoro di Gianluca alle tastiere. Negli anni si sono alternati chitarristi, sassofonisti, trombettisti nella vana speranza di trovare il tassello perfetto, la nota conclusiva.
Nonostante The Headfunkers abbiano suonato spesso in quartetto, il trio rimane ad ora la soluzione più funzionante e certo, per certi versi, un po’ limitante.
Ancora oggi attivi, dopo varie pause dettate da impegni personali dei componenti, The Headfunkers guardano al 2018 con rinnovato spirito creativo e produttivo.

F-Connection | 2013-2016

F-Connection (Mark I)
Valerio “Vava” Fortunato: voce
Lorenzo “Newton” Ghidini: tastiere
Marco “Khauna” Maietti: chitarra elettrica

Warin Boschetti: basso elettrico
Stefano Spano: batteria

F-Connection (Mark II)
Valerio “Vava” Fortunato: voce
Lorenzo “Newton” Ghidini: tastiere
Marco “Khauna” Maietti: chitarra elettrica
Luca “Duke” Lindemann: basso elettrico
Stefano Spano: batteria

F-Connection (Mark III)
Valerio “Vava” Fortunato: voce
Lorenzo “Newton” Ghidini: tastiere
Marco “Khauna” Maietti: chitarra elettrica

Luca “Duke” Lindemann: basso elettrico
Andrea Maltese: batteria
Simone “Martillo” Augusto: percussioni

L’avventura con gli F-Connection è iniziata in un momento della mia vita in cui ero ad una sorta di bivio: o mollare tutto o mettermi seriamente a suonare la chitarra e trovare nuovi spazi per suonare. Nuove situazioni. Gli Headfunkers erano finiti in una sorta di limbo dal quale sembrava difficile uscirne, eterni incompiuti e forse con pochissimi stimoli ancora nel serbatoio. L’incontro con gli F-Connection avvenne attraverso un annuncio su un portale di musicisti: erano alla ricerca di un bassista per sostituire quello appena “eliminato” per indisciplina e poco impegno. La sintonia fu immediata e da lì a breve riuscimmo a preparare un repertorio di brani Funk/R&B da poter proporre in giro.
A poche settimane da quella che doveva essere la nostra prima uscita ufficiale però, il batterista decise che il genere non faceva per lui e ci mollò dalla sera alla mattina. Sembrava crollare anche questo sogno, invece, con una grande opera di convincimento, riuscii a coinvolgere il batterista degli HeadfunkersAndrea Maltese, che in poche prove riuscì a preparare il repertorio ed essere pronto per la data già fissata.
In pochi mesi, gli F-Connection suonarono dal vivo più di ogni altra band nella quale avevo militato.
Purtroppo la band nel 2016 decide di partecipare ad un concorso, Emergenza Rock Festival, che, se è vero che la performance del gruppo fu degna di nota, non altrettanto fu memorabile il modo in cui venne eliminata al primo turno. Le votazioni avvenivano attraverso alzata di mano del pubblico che, in pratica, bisognava portarsi da casa. Fu propio l’assenza di pubblico amico degli F-Connection a decretare l’eliminazione. La delusione, sebbene nessuno avesse grandi velleità, fu tale da incrinare gli equilibri già un po’ precari della band legati al comportamento di alcuni elementi. Gli F-Connection si sciolsero così prima dell’estate del 2016, dopo il vano e breve tentativo di proseguire proponendo un funk strumentale molto simile agli Headfunkers.

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Duke Music - Luca "Duke" Lindemann - ©2018